SCEGLI IL CINEMA
filtra per filtra per

Corpo e anima

  • Uscita:
  • Durata: 116min.
  • Regia: Ildikó Enyedi
  • Cast: Géza Morcsányi, Alexandra Borbély, Géza Morcsányi, Zoltán Schneider, Réka Tenki, Zoltán Schneider, Ervin Nagy, Ervin Nagy, Réka Tenki, Éva Bata, Itala Békés, Tamás Jordán, Itala Békés, Tamás Jordán, Éva Bata, Zsuzsanna Járó, Pál Mácsai, Vince Zrinyi Gál, Júlia Nyakó, Nóra Rainer-Micsinyei
  • Prodotto nel: 2017 da INFORG, M&M FILM KFT
  • Distribuito da: MOVIES INSPIRED (2018)

Film non più disponibile nelle sale

TRAMA

Endre, direttore amministrativo di un mattatoio industriale, è sospettoso nei confronti di Mária, nuova responsabile del controllo qualità inviata dalle autorità. Endre pensa che Mária sia eccessivamente formale e troppo concentrata su se stessa. E trova anche che sia troppo severa nel valutare la qualità delle carni. Semplicemente, Mária applica sul lavoro lo stesso ordine che utilizza nella gestione della sua vita. Nel corso di colloqui di routine, una psicologa scopre che Mária ed Endre condividono lo stesso ricorrente sogno. Introversi, non sanno che cosa significhi e si sentono a disagio. Il giorno successivo verificano un'altra volta: hanno fatto ancora lo stesso identico sogno. Diventa così chiaro che Mária ed Endre si incontrano ogni notte in un territorio comune: una foresta innevata, calma, dove sono due leggiadri cervi che si amano. Esitando, Mária ed Endre accettano quella strana coincidenza. Non possono ignorare l'intimità che li lega così facilmente nei loro sogni. Per due persone in apparenza del tutto estranee all'amore non è semplice ricreare nell'ampia luce del giorno la relazione armoniosa delle loro notti solitarie...

Dalla critica

  • Cinematografo

    Due cervi si guardano nel ghiaccio, a distanza, si avvicinano con cautela, quasi si sfiorano e poi scappano. Nell’incipit di On Body and Soul (questo il titolo internazionale), in cui l’ungherese Ildikò Enyedi ( Simon magus ) torna al lungometraggio dopo quasi 18 anni, c’è chiuso il racconto e l’andamento del film, le atmosfere e i sentimenti con una precisione quasi programmatica o didascalica. Orso d’Oro a Berlino 2017, il film racconta della curiosa storia d’amore tra Endre, il direttore di un mattatoio con un braccio paralizzato, e Maria, nuova ispettrice del controllo qualità la cui menomazione è affettiva. I difficili tentativi di avvicinamento si sbloccheranno quando scoprono di fare lo stesso sogno, in cui sono due cervi che vivono nel bosco ghiacciato. Tutto giocata su metafore e allegorie evidenti fin dalla prima scena (l’utilizzo degli animali, degli oggetti, delle disfunzioni psichiche e fisiche: tutto ridonda e sottolinea il cuore del film), la sceneggiatura della stessa Enyedi compone un quadro curioso, in cui la commedia sentimentale diviene bizzarra e straniante ricognizione psicologica ed esistenziale. Al fondo di Corpo e anima  ci sarebbe “soltanto” il corteggiamento di due animali solitari che sfidano le loro remore (non solo l’anaffettività compulsiva di Maria, anche la pace dei sensi di Endre) per avvicinarsi, per tornare a vivere possibilmente insieme: è il lavoro che Enyedi fa attorno ai personaggi che porta il film un passo oltre, l’utilizzo di inquadrature perfette dentro cui sbozzare le imprecisioni dei sentimenti, una messinscena sapiente e ironica che supera gli schematismi e le programmaticità dello script. Un film bizzarramente normale, sempre a rischio di stufare lo spettatore con le stranezze dei suoi personaggi, sempre sul sottile limite della macchietta e dell’umorismo non calibrato, ma che si fa apprezzare per l’occhio attento, per la distanza giusta dalle situazioni, per il calibro con cui leviga le interpretazioni di Alexandra Borbély e Geza Morcsany e sa gestire i momenti più a rischio. Un buon ritorno.

  • Corriere della Sera

    Con bella sensibilità e una discreta dose di ironia la regista Ildikó Enyedi segue il percorso di «apprendimento» di lei e l'abbandono della solitudine di lui con minuziosa precisione (da entomologo si potrebbe dire) e con una messa in scena precisa e ordinata, che trova nei due protagonisti Alexandra Borbély e Morcsányi Géza i perfetti interpreti di questa avarizia di sé e dei propri sentimenti che sembra la vera malattia di questi anni. A fare come da contrappeso al grigiore quotidiano e all'inevitabile crudeltà del luogo di lavoro (anche se meccanicizzati i macelli mantengono una carica di violenza e di disgusto inestirpabile) ecco il fascino impalpabile dei sogni, con la bellezza e la delicatezza di un mondo fatato e puro, dove l'armonia del regno animale si lega all'incanto della natura.

  • Il Manifesto

    (...) Enyedi ritrova almeno un po' quel tocco da favola del suo primo film, l'unione misteriosa che può accadere tra due esseri umani, anche sconosciuti, forse legati da un filo misterioso, da un'affinità che è quella della solitudine, di un sentimento che li allontana dal mondo. In fondo 'On Body and Soul' è una storia d'amore che non segue le traiettorie (narrative) abituali, due si incontrano, si piacciono, si studiano poi si baciano e fanno l'amore anche se l'attrazione a distanza tra i due protagonisti è densa di erotismo e sensualità. E' il mistero di uno sguardo obliquo, la palpitazione impossibile, la sorpresa spaventosa e insieme magica di scoprire qualcuno che vive nel tuo stesso sogno, anche se impossibile, anche se doloroso. (...) Dalle prime sequenze, piuttosto dure che restituiscono il ciclo della macellazione degli animali si arriva agli interni geometrici, senza sbavature dove vivono i due personaggi, così simili alle loro teste: corpi e anime, i movimenti si specchiano nelle geometrie dei luoghi, nella condizione del loro quotidiano. Si possono probabilmente leggere molte cose in questo film, non sempre riuscito nella sua ambizione, e nel controllo delle scelte narrative e di regia, la metafora dei nostri tempi, l'isolamento, l'impossibile empatia (quasi post-antonioniana ma certo Antonioni mai avrebbe messo piede in un macello). lo preferisco vederci una strana storia d'amore, punteggiata di gesti goffi, di una tenerezza che sembra impossibile tra le stanze piene di sangue degli animali ogni giorno, del bisogno di credere che uscire dalle proprie nevrotiche paure - degli altri, del mondo, di amare, di stare male - è possibile. Forse non accade ma ci si può provare, fino a sembrare fuori di testa. Può sembrare contorto come tutto ciò che non si riconosce, sospensione del reale per la sua essenza, un paesaggio indistinto che appartiene al vissuto. Un po' come i film della regista che si avventurano su territori eccentrici, compiendo detour anche rischiosi.

VEDI TUTTE LE RECENSIONI

Cosa vuoi fare?

Idee per il tempo libero

SCOPRI TUTTI GLI EVENTI

Altri film nei dintorni

Giù le mani dalle nostre figlie

  • Uscita:
  • Regia: Kay Cannon
  • Cast: Leslie Mann, John Cena, Kathryn Newton, Ike...

I genitori di tre adolescenti scoprono che loro figlie hanno fatto il patto di perdere la verginità al ballo scolastico...

Nel frattempo, in altre città d'Italia...